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Campi Rom, disoccupazione, debito pubblico da Terzo Mondo, strade che si sgretolano, delinquenza giovanile, interi quartieri abbandonati, vita notturna colpita a morte per colpa di bigotti residenti del centro cittadino.
Cosa sono questi piccoli problemi in confronto alla necessità primaria del centrodestra torinese di cambiare nome a Corso Unione Sovietica, con conseguente disagio per più di 6000 cittadini che dovrebbero modificare documenti con costi per le anagrafi e motorizzazioni evitabilissimi?

La sterile, agostiana, tanto idealista quanto sciocca polemica sul nome “Corso Unione Sovietica” si ripresenta puntualmente ad ogni campagna elettorale e in periodi critici per il Comune di Torino. Inspiegabile come alcuni politici possano immaginare che ai torinesi interessi qualcosa del nome di un Corso, di una strada, tra l’altro tra le principali della viabilità. Viene da chiedersi se certe persone abbiano una minima idea del disagio quotidiano che i cittadini devono vivere in questo periodo storico. Tuttavia ci sarebbe da avere paura delle risposte, viste le premesse.
Chiedano ai residenti onesti di quartieri come Barriera di Milano, Madonna di Campagna, San Salvario, Porta Palazzo, Vallette e ai testimoni del degrado di Piazza Bengasi sempre più evidente, cosa pensano di questa importantissima proposta.
Un consiglio: non accusateli di populismo se vi indicano il nome del paese in cui andare a cambiare i nomi delle vie.

Fc

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Bagni nel fiume Anche a Torino c’è il “mare” -VIDEO- LASTAMPA.it.

In questo video si possono vedere miseria e speranze, capacità di sopravvivenza e incoscienza dettata dai limiti imposti dalla vita. Uno strato di civiltà suburbano, costretto a rinchiudersi in baraccopoli costruite sull’argine del Po, poco distante dal mondo cosiddetto “civile. Il tono del giornalista fa un po’ rabbia, perchè sembra porre domande banali, e le risposte a volte paiono infastidite.

Non so esattamente cosa mi porta a scrivere questo post, forse perchè vedere la capacità di ridere dei bambini, nonostante non conoscano la fortuna di avere un solido tetto sopra la testa e numerose fortune che hanno molti altri bambini (i quali, nonostante tutto, piangono per chiedere sempre di più), stringe il cuore, fa riflettere su cosa davvero importi in questo mondo. Rifletto sull’odio che sale quando vedo questi bambini elemosinare o tentare furti ai danni della “Torino di sopra”, sulle ragioni che portano innocenti creature a compiere simili gesti, a crescere nella violenza: la miseria.

FC