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Non dovrebbe esserci colui che decide per noi. Frase fatta, certo. Chi non vorrebbe essere libero delle proprie scelte? Chi non desidererebbe svegliarsi la mattina ed avere la possibilità di decidere da solo il susseguirsi della giornata? Purtroppo abbiamo sempre chi decide per noi: in età prescolare i genitori, ai quali vanno aggiunti poco più tardi maestre e professori, poi arrivano i datori di lavoro e i capiufficio, persino allo stadio i capiultras vorrebbero importi il loro modo di guardare la partita. In età avanzata, quando finalmente sembra che una persona possa disporre del proprio destino, ecco che arrivano i grandi malanni ed allora sono i dottori a farla da padrona. Insomma non c’è un attimo di pace. Tuttavia…
Tuttavia una soluzione ci sarebbe e si chiama Coraggio.
Premettendo che non si potrà mai essere totalmente liberi, la mia idea è che si puó provare ad essere indipendenti. Il coraggio dell’Indipendenza porta a scelte difficili, talvolta apparentemente illogiche, sicuramente non comuni. Puó portare enormi cambiamenti nella vita di una persona, molte volte se ne traggono benefici tempo dopo aver preso la decisione di usarlo. Il coraggio è quello che ti fa alzare la mano per dire cosa non vada durante una riunione con il direttore, quello che non ti fa dire signorsì quando sarebbe il caso di farlo. Il coraggio è l’amico sincero che ti mangia dall’interno stimolando il tuo orgoglio se qualcosa non va come dovrebbe. Il coraggio è quello che manca a gran parte della popolazione mondiale e questa mancanza si vede nella vita di tutti i giorni: teste abbassate, facce incazzate, stress dilagante e, nel peggiore dei casi, suicidi e depressioni.
Il coraggio è quello che ci fa dire “Basta!” a tutto quello che ci circonda. La vita ci riempie di palliativi: la necessità di una bella vita, il denaro, la famiglia, il lavoro, il mutuo, i debiti, i conti da pagare, il campionato. Tutti motivi per cui nessuno puó seguire i propri sogni, perchè “Bisogna tirare avanti…”. Ma che cosa c’è da tirare avanti se non un’esistenza vuota con la testa abbassata? Si puó essere felici anche guardando negli occhi e dicendo qualche “No!”.

Coraggio, puoi!

FC

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Sacrifici, corruzione, nuove imposte e aumenti di quelle esistenti, soldi che spariscono dalle tasche degli italiani e compaiono nei conti esteri dei politici. Gente comune che non riesce a pagare il mutuo o l’affitto per la casa e rappresentanti del popolo che non si accorgono che gliene stanno costruendo o ristrutturando una.
Che Paese stupendo l’Italia, dove gli imprenditori e i pensionati sono costretti a suicidarsi, gli operai si danno fuoco in piazza e i politici non riescono a capire esattamente a quanto ammonti il loro stipendio in confronto ai loro colleghi europei.
Che Paese magnifico l’Italia, culla della cultura e costretta a vedere i propri monumenti disgregarsi per la mancanza di fondi destinati al loro restauro. Una terra che ogni Nazione ci invidia, che vorrebbe avere per poter utilizzare l’enorme potenziale che nasconde e che quello sciocco popolo italiano non ha il coraggio, la forza, l’onesta di sfruttare in pieno.

Governi che crollano, sostituiti da tecnici che mettono dinnanzi agli occhi di tutto il Mondo l’inutilità della politica, sindacati che ormai della lotta sociale o dei diritti dei lavoratori ne sanno quanto un sovrano medievale poteva saperne della coltivazione del cavolo, articoli fondamentali dello statuto dei lavoratori denominati “vecchi”, lavoratori che con i loro assenteismi e menefreghismi danno ragione a chi vuole toglier loro ogni diritto.

Che Paese magnifico, l’Italia.

Flavio Coraglia