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L’ennesima ricerca americana sull’umanitĂ  ha scoperto un legame tra l’infelicitĂ  e la depressione e Facebook.
Tralasciando il fatto che i ricercatori hanno telefonato per un periodo di tempo cinque volte al giorno alle malcapitate cavie, pare che tra esse quelle piĂą tristi passassero molto tempo sul social network e poco in interazione con altre persone, quindi il colpevole non è potuto essere altro che la creatura miliardaria del miliardario Zuckerberg. Il Tg5, regalandoci questa strepitosa notizia, ha chiuso il servizio con la supposizione che potenzialmente ci potrebbero essere un miliardo di depressi, “con le conseguenze che si possono immaginare”.

Tutto questo ci porta a pensare che il cattivo social network abbia peggiorato notevolmente le nostre vite, poco importa se riesce ad unire persone lontane centinaia e migliaia di chilometri, va combattuto per tornare alla felicitĂ  e alla spensieratezza dei tempi andati, prima del 2004, quando Facebook non esisteva e tutti stavamo bene.

Solo io trovo molto stupida questa ricerca e le sue conclusioni?

FC

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Non dovrebbe esserci colui che decide per noi. Frase fatta, certo. Chi non vorrebbe essere libero delle proprie scelte? Chi non desidererebbe svegliarsi la mattina ed avere la possibilitĂ  di decidere da solo il susseguirsi della giornata? Purtroppo abbiamo sempre chi decide per noi: in etĂ  prescolare i genitori, ai quali vanno aggiunti poco piĂą tardi maestre e professori, poi arrivano i datori di lavoro e i capiufficio, persino allo stadio i capiultras vorrebbero importi il loro modo di guardare la partita. In etĂ  avanzata, quando finalmente sembra che una persona possa disporre del proprio destino, ecco che arrivano i grandi malanni ed allora sono i dottori a farla da padrona. Insomma non c’è un attimo di pace. Tuttavia…
Tuttavia una soluzione ci sarebbe e si chiama Coraggio.
Premettendo che non si potrĂ  mai essere totalmente liberi, la mia idea è che si puĂł provare ad essere indipendenti. Il coraggio dell’Indipendenza porta a scelte difficili, talvolta apparentemente illogiche, sicuramente non comuni. PuĂł portare enormi cambiamenti nella vita di una persona, molte volte se ne traggono benefici tempo dopo aver preso la decisione di usarlo. Il coraggio è quello che ti fa alzare la mano per dire cosa non vada durante una riunione con il direttore, quello che non ti fa dire signorsì quando sarebbe il caso di farlo. Il coraggio è l’amico sincero che ti mangia dall’interno stimolando il tuo orgoglio se qualcosa non va come dovrebbe. Il coraggio è quello che manca a gran parte della popolazione mondiale e questa mancanza si vede nella vita di tutti i giorni: teste abbassate, facce incazzate, stress dilagante e, nel peggiore dei casi, suicidi e depressioni.
Il coraggio è quello che ci fa dire “Basta!” a tutto quello che ci circonda. La vita ci riempie di palliativi: la necessitĂ  di una bella vita, il denaro, la famiglia, il lavoro, il mutuo, i debiti, i conti da pagare, il campionato. Tutti motivi per cui nessuno puĂł seguire i propri sogni, perchè “Bisogna tirare avanti…”. Ma che cosa c’è da tirare avanti se non un’esistenza vuota con la testa abbassata? Si puĂł essere felici anche guardando negli occhi e dicendo qualche “No!”.

Coraggio, puoi!

FC

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